Responsabile, un aggettivo con il quale troppo spesso intendiamo colpevole. Per quanto riguarda me, responsabile è una parola molto potente e liberatoria.
Per come la vedo, essere responsabile è come essere consapevole. La piena consapevolezza di come stiamo nel mondo. Essere responsabile è, per me, prendersi la responsabilità, averne quindi il controllo.

Responsabile – momento Quark

In ambito “pubblico” responsabile era chi deteneva una qualche forma di autorità. La cosa curiosa ed interessante è che non esiste l’etimo latino o greco, in entrambi i casi si possono rintracciare connessioni logiche. La cosa ancor più interessante è che i classici latini e greci si sono occupati della responsabilità tramite la sua scomposizione. Concordo, e non potrebbe altrimenti, con la lettura che ne fa Roberto Franzini Tibaldeo in questo post  pubblicato per CeSPec. Il post è davvero interessante, soprattutto per chi vuole avere anche una visione della responsabilità all’interno della collettività, ad ogni modo, queste sono le tre aree in cui la responsabilità è “visibile”.

  • a chi attribuire la responsabilità ⇒ (la) causa : si adottava la parola greca aition ( αἴτιον – causa)  per imputazione o accusa; ma con Erodoto si riconduceva a causa o spiegazione;
  • le conseguenze o gli effetti.
  • lo stato. Il termine utilizzato è aitioi, il cui significato oscilla tra l’esser causa e l’esser responsabili. È necessario che l’azione sia compiuta consapevolmente (conoscendo le circostanze nelle quali essa viene compiuta) e senza costrizioni.

E qui finisce il momento Quark.

Sii la causa dell’effetto che desideri

Causa, conseguenze e lo stato. Di questo parlo. Ad ogni effetto corrisponde una causa, lo so ho rigirato la frase che abitualmente senti (la relazione causa-effetto), una delle leggi del Karma. Ma se accetti che il Karma è la conseguenza di una scelta tra miliardi di possibilità: l’effetto è conseguenza della scelta, se facciamo una scelta diversa anche l’effetto lo sarà. E anche all’interno di quella scelta, ci sono milioni di scelte che fai, che facciamo tutti. 

Quando ci lamentiamo degli effetti, della situazione, del momento che stiamo attraversando, o del comportamento degli altri nei nostri confronti, dovremmo imparare a cercare LA CAUSA. Quindi individuare la responsabile e rimettere questo potere grande al nostro interno.

Non l’hai capito, hai il potere del guanto dell’infinito nelle tue mani. “Snap” (questa è l’onomatopea che fa lo schiocco di dita nei fumetti). Se vuoi ho una versione leggermente più poetica:

“Assumersi la responsabilità della propria infelicità è l’inizio del cambiamento.”

[OSHO]

Nel coaching quello che mi prefiggo di fare è ridare il potere della scelta alle persone, anche a te. È un processo impegnativo, l’ho attraversato per primo e ancora, in alcuni casi, cado in condizionamenti “programmati”, se hai letto qualcosa di PNL sai che sto dicendo. 

La reazione più frequente è quella di “attacco o fuga”. Tutti gli esseri del regno animale sanno cos’è, è quello stimolo che ci permette di sopravvivere. C’è un pericolo, il nostro pilota automatico reagisce in meno di un amen alla sollecitazione emotiva. O attacchi (con frasi che dicono cose “sono tutte stronzate”, “non sai di cosa parli” etc) o fuggi, quindi ti dice che sono sempre gli “altri” i cattivi e tu sei solo la povera vittima.

Ricordi, inizialmente dicevo che la responsabilità è una parola potente, ora dovrebbe essere più chiaro perchè, essere responsabile significa riprendere in meno la propria vita, significa assumersi la libertà di scegliere e non cederla ad altri, significa compiere azioni consapevoli. È una tua responsabilità.

Controlla ciò che puoi

Mi sono trovato spesso di fronte a situazioni nelle quali ero convinto di non meritare la situazione in cui ero, di non aver fatto nulla (di male) o peggio di liquidare la faccenda attribuendo la colpa al vicino, alla mia compagna, alla scuola, al temporale, al politico e al mondo infame. La lista dei colpevoli era sterminata. Ma guardavo sempre nella direzione sbagliata. 

E sai perché era sbagliata? Perché ciascuno di noi può influire solo su ciò che può controllare. E ti assicuro che il numero di cose che possiamo controllare sono molte, ma sono infinitesimali, rispetto a quelle su cui non abbiamo alcun potere.

Con il coaching puoi riassumere il controllo e realizzare che tutte le circostanze sono le migliori circostanze possibili. Come faccio a dirlo?

Gli sport mi piacciono più o meno tutti, tra questi ci sono gli sport motoristici delle 2 e 4 ruote. Nelle due ruote mi ricordo di un episodio del Gran Premio di LeMans in Francia del 2007. Un giovane pilota australiano vince inaspettatamente una gara. Perché inaspettatamente? Perché i concorrenti erano campioni affermati (Stoner, Rossi, Melandri, Hayden, Barros, Pedros, ecc.), perché le loro moto erano migliori, parlo di Ducati, Honda e Yamaha, mentre Chris Vermeulen montava una Suzuki che non aveva brillato molto, almeno così ricordo, fino a quella gara. In più le condizioni meteo erano a dir poco avverse, la pioggia non avrebbe abbandonato la gara. Chris si assunse la responsabilità di partire da subito con un assetto da bagnato, altri piloti dovettero rientrare per cambiare moto, e si esibì in una conduzione di gara perfetta. Mi piace pensare che Chris in quella gara si assunse la responsabilità di dare il meglio di sé, anche se le condizioni esterne erano sfavorevoli. Si è creato la situazione.

Questa è una cosa che puoi imparare a fare.
Diventare responsabile e cambiare gli effetti delle tue scelte, semplicemente cambiando la “causa”.

Mi auguro che ti sia servito almeno un po’ a riflettere, se ne senti il bisogno, in caso contrario mi aspetto opinioni e suggerimenti per migliorare i miei post.

Alla prossima

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Riccardo

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