La paura come stimolo all’eccellenza

Qui non ne ho ancora parlato, ma una delle cose che cerco di osservare, quando vesto i panni del venditore, e non del coach, è la spinta che le persone hanno nella scelta degli obiettivi.

“Le emozioni come la paura hanno il compito di spingere il corpo in una determinata direzione 1“.

Naturalmente lo testo anche su me stesso, rimettermi in forma per me è più un “andare verso” una situazione di “benessere”, anziché fuggire da una situazione  non ideale. Nel post precedente ho parlato del contesto come uno dei fattori che può incidere sul raggiungimento degli obiettivi. Bene.
Ma della scelta degli obiettivi e degli ostacoli interni ne vogliamo parlare?
Tra le più importanti limitazioni che mi sono sempre trovato sono state scuse, attenuanti, giustificazioni, ecc. Spesso però questo aveva un nome solo: Paura.

La Paura

“Fear is the greatest obstacle to learning. But fear is your best friend. Fear is like fire. If you learn to control it, you let it work for you. If you don’t learn to control it, it’ll destroy you and everything around you.” 

[Mike Tyson]


La paura è un tipo di emozione che può essere molto limitante, ma al contempo può anche spronarti a fare meglio. Chi ha paura di fallire si impegna maggiormente per raggiungere l’eccellenza e, spesso, raggiunge più velocemente l’obiettivo che si è posto.
Diversi studi hanno dimostrato come le persone paurose abbiano 4 caratteristiche comuni:

  • sono estremamente autocritiche e difficilmente soddisfatte di sé
  • non sono quasi mai appagate
  • “creano” la situazione
  • riescono ad agire e reagire anche in situazioni di caos.

In merito alla paura -soprattutto paura di realizzarsi- ti prometto che scriverò un altro post, mentre ne scrivo mi accorgo che merita spazio e approfondimenti.

Una cosa bizzarra è che, come nell’immagine del Tao, questa “forza” respinge e attrae la tua ricerca di raggiungere l’obiettivo, o meglio ti limita nel passare all’azione, poiché mi piacerebbe arrivare al punto, sintetizzando:

  • fare figure di merda.
  • perfezionismo.

Perfezionismo vs Eccellenza

Troppo confuso?
Se da un lato la paura di fallire ti può spronare a fare del tuo meglio, dall’altro, se questa non è ben incanalata o gestita, ti può portare alla paralisi. Siamo ricchi di profezie che si auto-avverano, a me è capitato troppo di frequente, nonostante la mia tendenza ad essere estremamente autocritico, in passato mi è capitato di attribuire ad altro, al di fuori di me, l’insuccesso delle mie imprese. Della serie, se funziona sono bravo io, ma se non funziona è lo stato delle cose (lo Stato, il Governo, il Comune …) Insomma, la paura dell’insuccesso favorisce l’insuccesso.

Perfezionismo. Molto spesso, soprattutto quando guardiamo a “persone di successo” sottolineiamo la loro dedizione in quello che fanno, la  cura, la meticolosità, e con gli occhi sognanti, manco avessimo visto la madonna, diamo la nostra sentenza: è un perfezionista.

Nulla di più sbagliato. Il perfezionismo presto si può trasformare nella tua peggiore trappola. Come dice l’adagio, finito è meglio che perfetto. Per moltissimi anni sono stato prigioniero di questa gabbia, i miei trascorsi da aspirante artista non mi permettevano di sottopormi al giudizio, prima di me stesso e poi degli altri. Trattenere il proprio lavoro, la propria opera, o aspettare di essere perfetti, mi ha fatto perdere occasioni. La differenza è proprio questa, le persone che riescono, sono disposte a caricarsi sulle spalle il peso del fallimento.

Diversamente è possibile puntare all’eccellenza. Il raggiungimento all’eccellenza è possibile solo tramite l’errore, non evitandolo.

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.

[Thomas Alva Edison]

Ed è qui che entro in gioco io. Anzi a dire la verità, in qualità di coach, ti posso essere utile nel processo di scelta degli obiettivi e anche nel realizzarli. In questo caso specifico un obiettivo e il suo raggiungimento, ti può dare lo stimolo giusto per affrontare ulteriori prove.

Tre cose che puoi fare subito

  • stabilire un obiettivo. Questo è un prerequisito minimo, soprattutto per superare un atteggiamento che risuona come un anticipo di eccallà. Non sto parlando di un obiettivo qualunque, soprattutto perché senza la -giusta- motivazione non sarà un obiettivo degno di questo nome, parlo di un obiettivo specifico.
  • avere fiducia in te stesso. Ti prometto che parlerò anche del sabotatore interno, quel bastardello è un tipo veramente ostico. È probabile che il tuo sport preferito sia quello di denigrarti continuamente, spesso ci confrontiamo su parametri che non sono nostri, che non ci appartengono. Quello che voglio dire è che la nostra società, è sempre più orientata a cercare di correggere ciò che è sbagliato, piuttosto di elogiare ciò che fai già bene. Abbi fiducia nelle tue capacità.
  • Come si dice “Mira sempre alla luna, se la manchi sarai sempre tra le stelle”. È una frase sufficientemente romantica e anche d’effetto, ma allo stesso tempo rischia di farti perdere motivazione, entusiasmo e autostima. L’obiettivo d’accordo deve essere sfidante, ma comunque possibile da raggiungere. Se il tuo obiettivo è di correre la maratona di New York il prossimo anno e l’ultima volta che hai corso c’era Sandro Pertini presidente della Repubblica, potrebbe essere comunque realizzabile, leggi questo post. Potrebbe essere una delusione bruciante, invece, decidere di correrla, vincerla e stare sotto le 2h e magari senza allenarsi. 

Quindi andiamo, sono al tuo fianco pronto a sostenerti nella tua scelta degli obiettivi e per aiutarti a raggiungerli. Prima che tu possa indossare la maschera di Skeletor, esibirti nella sua migliore risata sardonica,  e brandire lo scettro con la testa di montone dopo aver conquistato il castello di Greyskull, voglio condividere con te una delle 7 leggi spirituali del successo.

“Ogni relazione si fonda su uno scambio reciproco, il dare ingenera l’avere e viceversa; quello che ci viene dato deve essere restituito; quello che esce deve ritornare.”

[Deepak Chopra]

Autorealizzazione

Scoprirai presto il motivo per cui vuoi ottenere ciò che vuoi, potremmo definire questo come autorealizzazione. Questa, secondo gli studi condotti dai teorici della Self-Determination Theory, si può ottenere raggiungendo soddisfazione in almeno una delle tre Aree che la costituiscono.

  • Area della Relazionalità ⇒ sentirsi in rapporto con gli altri, costruire relazioni positive.
  • Area della Competenza ⇒ mettere in campo le proprie capacità e competenze per raggiungere risultati voluti.
  • Area dell’Autonomia ⇒  avere consapevolezza di sé, essere ciò che siamo in virtù delle idee e decisione autonome.

Il senso di autorealizzazione è collegato alla felicità. Le persone realizzate, in qualsiasi campo dell’attività umana, sono quelle che raggiungono i risultati più soddisfacenti.
Già!
Non facile eh. E pensa che non finisce mica qui.

Virtù e potenziale

Ti do solo un’anticipazione, noi tutti abbiamo delle potenzialità (ne sono state individuate 24) che si riferiscono a 6 virtù umane. Il problema spesso è che senti di vestire panni che non sono i tuoi, che c’è qualcosa che stride. Le attitudini, i talenti, le predisposizioni pretendono di essere sfruttate nell’ambito delle tre aree sopra descritte. Sviluppando le tue potenzialità servi delle virtù universali, servendo le virtù universali raggiungi l’autorealizzazione, raggiungendo l’autorealizzazione conquisterai la felicità.

Felicità è una parola che per molto tempo mi ha spaventato. La felicità credo abbia molto a che fare con trovare il tuo scopo, che ti consente di scegliere gli obiettivi e raggiungerli.

Sarebbe molto bello avere una tua opinione sul post, quindi ti aspetto qui o sui canali social

Alla prossima.

Note.
1. Vincere la paura del fallimento - Hans Morschitzky - Universale Economica Feltrinelli
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Riccardo

Riccardo

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