Sei un fallito. Sei un fallito o lo vuoi essere. Non so cosa sia peggio.
Fa male?
Diamine, si che fa male!
È il post sbagliato, è il posto sbagliato. Non ti aspetti certo di trovare un titolo del genere in un blog di un coach che dovrebbe dirti quanto sei figo. Ma non è così. Non è così perché stai leggendo questo blog e non un altro. E, soprattutto, non è così perché questo post forse non è per te. Quindi mettiti comodo e stammi a sentire.

La prima cosa da chiarire, a mio avviso, è che nessuno di noi è nato per “fallire” o per essere un fallito. Le cose che abbiamo che ci “accadono”, le loro conseguenze, non sono fallimenti, li viviamo così. Fallire è parte del gioco.
Hai presente Re Mida? Bene.
Quello toccava una cosa e, puff, si trasforma in oro. Certo ha avuto i suoi lati negativi. Se vuoi un esempio più vicino a noi, pensa a Steve Jobs e non parlo della sua parabola ascendente e dei suoi successi. O meglio, le sue visioni hanno fatto la fortuna di Apple, ma il suo essere genio ribelle ha avuto effetti sulla sua vita personale.
Il contrario di Re Mida, non so se esiste. Ma per un attimo pensa a qualcuno che qualsiasi cosa fa, pensa o cerca di realizzare si trasforma in un disastro totale, magari si è fermato solo un attimo prima del successo.

Se stai leggendo queste righe è perché, probabilmente, appartieni ad una di queste categorie di “falliti”.

Sei un fallito quando rinunci (a tuoi sogni).
Sei un fallito quando lasci i tuoi progetti sulla carta.
Sei un fallito rimandi, procrastini.
Sei un fallito perché non ti impegni.
Sei un fallito anche quando dai la responsabilità dei tuoi fallimenti agli altri.
Sei un fallito quando ti guardi allo specchio la mattina e non ti riconosci, non ti riconosci nei vestiti che porti, nella vita che fai.
Sei un fallito perché ormai pensi che non ci sia via di uscita.

È un post un po’ arrabbiato amico mio, perché io sono quel fallito. È un cazzo di pensiero che ti fotte il cervello perché alla fine della giornata ti convinci di non valere poi molto. La cosa ancora più deprimente è, una volta che questo tarlo ti è entrato in testa, che i passi successivi servono per lo più a confermarlo.

Nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente!

[Rocky Balboa – Rocky 6]

Ora che ti ho fatto nero, che ho infranto qualsiasi schema della buona educazione. Ora che hai capito che siamo uguali. Ora guardami negli occhi.
Guardami negli occhi perché anche se non ti conosco io so che tu non sei un fallito.

Probabilmente non ne sei convinto, per questo ti propongo un piccolo esperimento, ti propongo alcune domande che potrebbero cambiare radicalmente l’opinione che hai di te. Pronto?

  • Quali criteri utilizzi per giudicare te, le tue azioni e le altre persone?
  • Usi gli stessi criteri per te e gli altri?
  • Riesci a capire perché ti comporti in un certo modo?
  • Come valuti le circostanze?
  • Avevi altre alternative?
  • Fai tesoro dei tuoi “errori”?

Oh, mi spiace non c’è una risposta alla fine.
Una delle cose migliori che puoi fare, che tutti noi possiamo fare, è quella di perdonarci. Perdonare gli errori fatti ci permette di fare delle azioni che quelli bravi chiamano riparative. Così migliora anche la percezione che hai di te, il tuo stato mentale cambia e ci aiuta a realizzare pensieri positivi anche su noi stessi.

 

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Riccardo

Riccardo

Nato a Rovigo nel 1976, ottima annata. Era maggio, il 16, una domenica assolata e caldissima.
Sono nato con un'innata predisposizione al disegno, tanto da pensare di farne una professione.
Qualche anno dopo mi ritrovo prima Maestro d'Arti grafiche e poi diplomato.
Mi iscrivo all'Università di Bologna, l'Emilia-Romagna aveva già influenzato sia la mia parlata, sia la mia prospettiva. Divento dottore in Scienze Politiche, poi un percorso di specializzazione in Marketing Project Manager e infine il lavoro.
Altro Master in Web Marketing e Comunicazione che mi da occasione di incontrare Giorgio Soffiato, Rudy Bandiera, Riccardo Scandellari, Piero Babudro.
Intanto decido che 9 anni come Inside Sales sono abbastanza, anzi troppo, lascio per nuove mirabolanti avventure e per amore.
Roma. Rappresenta crisi e svolta.
Innamoratissimo di questa città, di questa vita, della mia mia compagna e della nostra piccola.
Ho capito che mi riesce bene aiutare gli altri, (dopo un bel po' formazione che reputo mai finita) per questo mi propongo come Coach.

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