Metti in campo il tuo talento

Written by on 22 Aprile 2020

E se non sai ancora che talento hai, scoprilo ora!

Forse il talento non esiste. Molti sono convinti di questo, forse semplicemente perché è talmente naturale fare quel che facciamo, come lo facciamo, che non ci sembra affatto sia identificabile con il talento.
È chiaro che sfruttare il nostro potenziale, o il talento ci aiuta a realizzare quindi a raggiungere i famosi e ambiti obiettivi.

Io sfortunatamente ho veramente molti talenti, mi riescono bene molte cose con uno sforzo irrisorio, e spesso è stato causa di guai, per me.
Sai perché?

Perché aver chiaro quale sia il proprio talento ti permette di focalizzare come sfruttare al meglio il talento e vivere il “flusso”. Secondo perché, avere facilità nel fare cose diverse può farti disorientare da un lato, e farti perdere motivazione e focus, dall’altra.


Mike Tyson è convinto, o almeno lo era, che il talento non esista. Esistono, secondo Iron Mike, la determinazione e la forza di volontà.

Una ricerca condotta dall’Istituto Gallup, anni fa, al fine di individuare i talenti rilevati in una determinata azienda, ha fatto emergere 23 tipi di tratti di talento (non so esprimerlo meglio).

Te li propongo qui di seguito e vorrei che facessi una crocetta su quelli che senti che ti appartengono.

  • L’imperativo: ha sempre bisogno di fare qualcosa, è il migliore nel lanciarsi con entusiasmo nelle cose.
  • Il flessibile: accoglie con facilità l’imprevisto, anche se le cose vanno diversamente dai suoi programmi.
  • Il sistematico: ha bisogno di scomporre i suoi obiettivi in tappe intermedie e prevedere le prossime mosse.
  • Il verificatore: prende tempo a raccogliere dati, elementi, è critico (non nel termine scassacazzi), insomma è affidabile.
  • Il preciso: se prende una decisione, non c’è modo di distoglierlo dal suo obiettivo.
  • L’organizzatore: riesce a processare diverse variabili e gestire la complessità per ottimizzare il risultato (minimo sforzo massimo risultato).
  • Il leader: sa catalizzare le energie degli altri e motivarli a seguirlo. Riesce a costruire fiducia e a trasmetterla agli altri.
  • L’entusiasta: é positivo e riesce sempre, grazie a questo super potere, a trovare il lato positivo delle cose.
  • Il responsabile: la sua parola ha lo stesso valore delle tavole delle legge. Si espone solo se sa che può mantenere ciò che dice.
  • Il comunicatore: riesce a coinvolgerti nel racconto, è molto bravo a trattare con gli altri a persuadere, sedurre e vendere.
  • L’unificatore: se il leader riunisce tutti sotto l’ala della motivazione, l’unificatore fa gruppo costruendo rapporti di fiducia.
  • Il mediatore: creatore di armonia, cerca la collaborazione di tutti valutando le situazioni da più punti di vista.
  • L’empatico: riesce ad entrare in sintonia emozionale con gli altri, senza però farsi coinvolgere.
  • Il competitivo: ha bisogno di qualcuno con cui misurarsi per non stare mai un passo indietro, anzi, preferibilmente due avanti. 
  • Lo scopritore di talenti: riconosce il potenziale negli altri e sa farlo crescere.
  • L’ottimizzatore: sa dove sono le risorse, trova le opportunità e riesce sempre a trarre il massimo vantaggio.
  • Il visionario: ha la capacità di leggere i segnali e anticipare ciò che sta per accadere. 
  • Il creativo: guarda il mondo sempre con occhi nuovi e non si limita alla prima proposta.
  • Lo stratega: è abile nel valutare le varie opzioni possibili in funzione del raggiungimento del suo obiettivo e della situazione e riesce immancabilmente a scegliere il metodo migliore per risolvere eventuali problemi.
  • Il collezionista: curioso, corre il rischio di diventare un accumulatore seriale, se non fosse che si tratta di informazioni che gli potranno tornare utili in situazioni future.
  • L’intellettuale: è analitico, e non entra spesso in contatto con le sue emozioni, ma nutre profonda curiosità per le cose e ama sviscerarle a fondo.
  • Il resistente: l’estrema fiducia in se stesso riesce sempre a “cadere in piedi”, le critiche non lo scalfiscono.

Questa è una proposta, e non credo nemmeno esaustiva. Nel mio piccolo mi viene facile associare questi “personaggi” a quelli del piccolo schermo degli anni ‘80. 

Ad esempio “Sberla” dell’A-Team per me è un perfetto “ottimizzatore-comunicatore”, mentre Hannibal Smith è sia Leader, sia “scopritore di talenti”. Divertiti.

Tornerò ancora sulla storia dei talenti, ma ora ne voglio raccontarne un altra. Valentino Rossi, il grande campione delle due ruote, ricevette nel 1989 la sua prima minimoto; nel 1993 correva il suo “primo” campionato Sport Production dopo aver rassicurato lui la madre -preoccupata della “visione” di papà Graziano- perché, lui, “sapeva” quello che faceva.
Valentino Rossi era nel flusso. E lo è ancora, per quel che mi riguarda.

Anche questo breve post va nella categoria Fast Facts.

Alla prossima


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