Leader Autoritario: se dico salta…

Written by on 6 Ottobre 2020

Il leader autoritario

Quante volte abbiamo sentito la distinzione tra autorevole e autoritario? Un leader e una persona autorevole, per certi versi, sono la stessa cosa. Un leader è quella persona cui ci rivolgiamo in momenti particolarmente complessi, è una guida.

Il leader autoritario si trova all’estremo opposto del leader visionario, coaching e democratico. Persino lo stile di leadership battistrada può rappresentare un valido strumento per orientare, stimolare e guidare le persone a dare il meglio.

Te lo dico chiaro, il leader autoritario è un autentico stronzo. Le armi persuasive del leader autoritario sono le minacce e le intimidazioni.

In questo stato di cose il leader autoritario non si interroga minimamente su come le proprie direttive vengano “digerite” dai collaboratori, si limitano a impartire ordini aspettandosi semplicemente che questi vengano eseguiti.

Il collaboratore, il dipendente, o le persone che hanno la sventura di incontrare un leader autoritario diventano presto meri esecutori, qualsiasi tipo di autonomia viene annichilita e soppressa. Tutto deve rimanere nelle solide e ferme mani del capo.

Naturalmente, in questo stile di leadership viene escluso il confronto, e il feedback è orientato solo alla ricerca dell’imperfezione, del difetto, degli errori commessi.

I livelli di energia di un gruppo, in questo regime di leadership, vengono velocemente spinti verso i minimi. Nessuno vuole lavorare con un stronzo, ecco così che si concretizzano due situazioni che sono l’esatto opposto di una leadership risonante: l’abbassamento drastico degli standard e l’allontanamento delle persone di maggior talento.

Un altro effetto altrettanto negativo è l’inesistenza di un legame tra i componenti del gruppo. Puntando il dito sugli errori e, contemporaneamente, eliminando ogni tipo di gratificazione, si va ad intaccare la motivazione del singolo.

Il bastardo… ehm, il leader autoritario su pellicola

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Non poteva certo mancare, la mia fervida immaginazione, incline a immaginare mondi e personaggi, doveva necessariamente collegare anche questo stile ad un film che lo rappresentasse degnamente. Benché negli anni ‘80 e ‘90 questo tipo di leadership fosse molto diffusa e largamente adottata da manager di tutto il mondo, ho deciso di fare un collegamento un po’ più divertente e simpatico.

Il leader autoritario che mi ha ispirato è il sergente istruttore Hulka, interpretato da Warren Oates nel film Stripes del 1981, che vede tra i protagonisti un eccelso Bill Murray. John Winger – Bill Murray, è un tassista svogliato, un pantofolaio che trascina da tempo le sue giornate senza uno scopo. In poche ore, anche a causa del suo atteggiamento, riesce a lasciare il lavoro, perdere la sua auto e la ragazza. Nel tentativo di raddrizzare la sua vita, decide di arruolarsi nell’Esercito, e all’arrivo a Fort Arnold, incontra sergente istruttore Hulka.
La frase di benvenuto, e rappresentativa del personaggio è

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“[…]E prima che io vi lasci, voi vi accorgerete che io e lo zio Sam siamo la stessa cosa! Quando io vi dico di muovervi, vi scapicollate! Quando vi dico di saltare, mi chiederete a che altezza? E attenti a non sgarrare![…]

Poi il nostro sistema limbico a circuito aperto compie il resto, le persone che collaborano con i leader autoritari diventano presto automi senza alcun interesse per il proprio lavoro, per gli scopi dell’azienda e per il benessere del gruppo.

Tenere lontano dalla portata dei bambini

Se il tuo desiderio è quello di essere un capo odiato quanto il Sergente Maggiore Hartman, accomodati pure, non sarò certo io a fermarti.
Se hai deciso di guidare il tuo gruppo con il pungo di ferro ti voglio indicare alcuni aspetti funzionali per questo particolare tipo di leadership.
Eh sì, non ci crederai ma anche lo stile leader autoritario ha i suoi punti di eccellenza.

In particolare in due situazioni trovo molto utile rompere il vetro di emergenza e indossare i panni dello stronzo. Il primo sono i momenti di vera crisi, soprattutto in ambito aziendale. Certo devi sapere del fatto tuo e probabilmente aver dimostrato una certa capacità come “capitano della nave” e quando il gruppo si trova nel bel mezzo di una tempesta perfetta, ecco che il tuo approccio autoritario può salvare la situazione.
Non ci sono discussioni, devi tracciare la rotta e “punire gli indisciplinati”.

L’altra situazione, sempre emergenziale, è con il singolo collaboratore che crea numerose -se non troppo- resistenze rispetto ad un compito o a un incarico. A volte le persone e i collaboratori dannatamente critici possono essere una spina nel fianco di qualsiasi organizzazione. Anche questi soggetti hanno un scopo specifico, non è detto che tutto quel che rilevano sia errato, forse più il modo lo è, ma in linea generale sono per prendere in considerazione anche il loro punto di vista.

A volte è necessario imporre una propria scelta, non c’è sempre tempo di spiegare i motivi di quella scelta, e a volte le circostanze sono davvero “estreme” da giustificare un atteggiamento autoritario.

A volte può essere utile in situazioni dove le gerarchie sono ormai cristallizzare e la guida verso il cambiamento non sarebbe possibile altrimenti se non con il boccone amaro dello stile autoritario.

Le caratteristiche del leader autoritario nell’intelligenza emotiva

Per avere il massimo controllo su questo stile, ecco le dimensioni di Intelligenza emotiva da curare con maggiore attenzione.

  • Gestione dei rapporti interpersonali ⇒ Influenza
  • Conspevolezza sociale ⇒ Empatia
  • Gestione di sé ⇒ Gestione delle proprie Emozioni, Orientamento al risultato e Iniziativa
  • Consapevolezza di sé ⇒ Consapevolezza del proprio stato emotivo

Questi ingredienti realizzano uno stile leader autoritario più “equilibrato”, tuttavia rimane uno stile tutto orientato verso l’interno, senza la minima cura dei “costi umani” che il proprio comportamento ha.

Resta collegato, altri post e contenuti in omaggio arriveranno presto!

 

 

PS.: Photo by Diego González on Unsplash

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