La leadership emotiva

Written by on 10 Settembre 2020

Oggi parlo di leadership emotiva, e già qui già potresti avere da che ridire, e con ragione! Dovrei, in effetti, parlare di leadership emozionale, anziché di leadership emotiva: comprenderai che dopo la traduzione di emotional intelligence in intelligenza emotiva non ho scelta per farmi comprendere. Un po’ come nei titoli dei film, l’originale ha un significato diverso dalla sua traduzione.

Nel precedente post ho provato a dare un significato, e soprattutto a condividerlo, di leadership. Nonostante venga riconosciuta come un’abilità innata, ci sono sempre più indizi che portano gli esperti ad affermare che la leadership si impara.
Ho scritto, in conclusione, che il leader -e quindi la leadership- lo si riconosce non tanto da ciò che il leader fa, ma dal come.
In questo post facciamo un primo passo verso la leadership (emotiva).

Immagina tu sappia cosa sia un circuito chiuso (cortocircuito), “nel linguaggio elettrotecnico cortocircuitare significa creare volutamente un cortocircuito tra due conduttori in modo da far passare la corrente tra questi” -non hai capito nulla vero? Se non sapessi il significato nemmeno io.
Il circuito chiuso è il nostro sistema cardiocircolatorio. Un sistema impermeabile alle variazioni dei circuiti altrui (per fortuna). Se il tuo vicino di casa ha il colesterolo, al tuo sistema circolatorio non cambia nulla!

Con le emozioni, gli esperti ci dicono, non è così, anzi. Il termine esatto è sistema limbico a circuito aperto, nel quale interagiscono altri sistemi. In parole semplici, se entri in una stanza dove sono tutti arrabbiati in poco tempo sentirai anche tu quel senso di rabbia.

Se vuoi un ambiente sereno, impara ad essere sereno. Se vuoi un contesto lavorativo pimpante, cerca di essere la pimpa :D!
Tuttavia questa relazione è stata studiata e verificata, le emozioni mie, tue e quelle di chiunque, si adeguano automaticamente al contesto.

Immagina, quindi, il potere che puoi esercitare sugli altri, sulla tua famiglia, i tuoi amici, il tuo gruppo di lavoro, o su te stesso. La leadership emotiva fissa lo standard emotivo del gruppo. Ne ho parlato, forse poco, ma esercitare la leadership (emotiva o meno) dipende da chi sei tu, non da quello che trovi scritto nella firma della mail o dal ruolo contrattuale. All’interno di un gruppo ci sono sempre persone che hanno questa capacità, a prescindere dal ruolo.

Poiché nella mia attività sono di supporto anche all’area vendite, ed io stesso sono un venditore, non mi ha sorpreso questa rivelazione di Zig Ziglar:

La vendita è essenzialmente un trasferimento di emozioni

[Zig Ziglar]

Ecco un piccolo segreto per sviluppare la tua leadership emotiva, impara a ridere. Il sorriso e la risata si sono evoluti come mezzo di comunicazione non verbale: se vuoi mettere a tuo agio qualcuno che non conosci, o che non conosce la tua lingua, un bel sorriso e hai già accorciato le distanze.
Spero troverai più facilità di quante ne abbia trovata io. Da ragazzino non avevo (o pensavo di non avere) molti motivi per ridere, anche se accadeva. Inoltre, sono stato anche influenzato dalla visione di un mio vecchio professore di disegno. Per lui, il sorriso, era una forma di aggressività, un ringhio ancestrale.

Torniamo a noi. I leader che si impegnano nella leadership emotiva attirano persone dotate di talento, per il semplice fatto che non è affatto facile vivere o lavorare con una persona costantemente lunatica, irritabile e fredda.

Ci sono persone che -a torto- pensano che per cementare un gruppo sia necessario odiare, detestare qualcuno. Ricordi il film Major League (1987)? Il coach dei Cleveland Indians, ad un certo punto, stuzzica la squadra con un l’idea di uno spogliarello di Rachel Phelps (o meglio del suo cartonato), proprietaria della squadra. Insomma anche tu avresti odiato quella tizia, che, tuttavia sapeva benissimo che anche la condizione psicologica poteva influire sui risultati della squadra, quindi faceva il possibile per stroncarne l’umore.

Se vuoi essere un leader devi imparare a orientare e dirigere le tue emozioni, ad entrare in empatia con gli altri e stabilire un legame emotivo, quello che quelli bravi definiscono risonanza.

Nel prossimo post parlerò proprio di leader risonante.

Se vuoi, i commenti e suggerimenti sono apprezzati.
A presto

 

ps: Photo by Ian Schneider on Unsplash

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