Dall’effetto placebo al sleight of mouth: i segreti per smettere di fotterti

È solo una questione di convinzione, allena la mente, il tuo modo di pensare, e le cose che vuoi semplicemente, accadono. 

Ecco, ci risiamo, la solita sparata da fuffarolo, da coach invasato che cerca di propinare sempre le solite cose. Ma se ti dicessi, anzi, ti dimostrassi che quello che ho appena scritto è vero, tangibile e concreto.

Alcuni degli esempi che sto per portare in questo post li hai vissuti pure tu.

Quando dico “allena la mente” non è un invito a fare le parole crociate o esercitarti negli scacchi, seppure sono entrambi modi di attivare il cervello. Quello che intendo è un tipo di allenamento diverso, simile al functional training, dove, durante l’allenamento, il corpo simula i movimenti che fai nella vita quotidiana. 

In questo caso, l’allenamento al quale devi sottoporre la tua mente è, pensare e immaginare in modo funzionale al raggiungimento del tuo scopo e del tuo obiettivo.

Effetto placebo

Parto in modo più dolce. Hai sentito parlare sicuramente di effetto placebo e il suo contrario, l’effetto nocebo.

In estrema sintesi si tratta della capacità di credere fermamente e indissolubilmente dell’effetto benefico di una sostanza. È un effetto positivo indotto dal fatto di “sapere” che quello che stiamo assumendo ci fa bene. In questo caso è un po’ complesso allenare la mente, ma si tratta comunque di quello che più comunemente e facilmente facciamo quando attribuiamo un valore negativo ad una qualsiasi cosa senza averne prove scientificamente provate o addirittura ignorandolo: in questi giorni si parla di antenne 5G, o di scie chimiche.

Profezie che si auto avverano

Queste, sia che tu sia genitore, o che sia figlio, sono le più potenti armi per intaccare la fiducia, propria o degli altri. 

È il tipico “non correre che poi cadi e ti fai male”, meglio se detto con gli occhi sgranati e fuori dalle orbite e mani tra i capelli, mentre il pargolo sgambetta su di una moquette o su di un prato erboso. Immancabilmente, di lì a qualche secondo, il nostro piccolo eroe precipiterà morbidamente sulle chiappette ovattate dal pannolino. A concludere, pianto fragoroso, con sguardo incredulo. Di solito, il genitore, chiosa: “ecco, te l’avevo detto”, manco la maga Circe oh!

La profezia che si auto-avvera è uno dei fenomeni più noti e più studiati in psicologia sociale. Il sociologo Merton ne parlò per la prima volta negli anni ‘70, ed è stata anche riprodotta sperimentalmente a dimostrazione dell’influenza che esercitano le convinzioni sulla costruzione della realtà.

Per saperne di più ti invito a leggere il post in State of Mind.it.

Sleight of mouth

Si tratta di modelli di ristrutturazione verbale introdotti da Robert Dilts. Non so quanto spesso ti sia capitato di sentire il peso dei giudizi degli altri su di noi.

Non a caso ho parlato di peso, poiché il giudizio può incidere in misura diversa sul nostro stato d’animo. Perché?

Perché il giudizio può incidere su aspetti diversi della persona, ovvero sulle sei fondamentali domande che iniziano con la “W” (nella forma inglese) e che usiamo per organizzare le nostre vite: dove, quando, che cosa, come, perché e chi. 

Robert Dilts

Devo dire che a queste “W” sono particolarmente affezionato, mi ricordo ancora quando frequentavo le scuole medie (allora si chiamavano così), doveva essere la seconda o la terza, e affrontammo questo argomento in classe per la stesura di un articolo di un quotidiano; il principio è che un articolo deve rispondere a queste domande.

A cosa corrispondono? Eccole esposte in modo gerarchico.

a. Che cosa sono (what I Am) (A) – identità

b. In che cosa credo (what I Believe) (B) – convinzioni e valori

c. Che cosa sono capace di fare (what I am Capable of) (C) – capacità

d. Che cosa faccio (what I Do) (D) – comportamento

e. Il mio ambiente (my Environment) (E) – ambiente

Ora, in che modo puoi allenare la mente? Semplice.

Paolo Borzacchiello

Paolo Borzacchiello suggerisce l’utilizzo di “incantesimi verbali”, riformulazioni positive di giudizi limitanti o negativi su noi stessi.

Ecco un esempio di Incantesimo Verbale proposto da Borzacchiello in “Stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine” : 

Io sono incredibilmente bravo e ottengo risultati perché riesco sempre a trovare una soluzione.

Io sono + (⇒ coinvolge l’identità)
incredibilmente + (⇒ avverbio che potenzia l’aggettivo che segue)
bravo + (⇒ aggettivo collegato all’identità)
e ottengo risultati + (⇒ qui si agisce su capacità e comportamenti)
perché riesco sempre a trovare una soluzione (⇒ va ad agire sulla nostra convinzione e ci predispone a raggiungere il risultato).

In questo caso viene anche suggerito di usare questi incantesimi e, come si conviene a tutte le formule magiche, devono prima essere scritte e, poi pronunciate.

Se ancora non lo hai fatto, ti suggerisco di acquistare il libro che ho appena citato per un motivo molto semplice, è uno strumento di “lavoro”, quindi un ottimo strumento per chi allena la mente.

Alla prossima

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Riccardo

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